Cosa compri oggi? Dei cavalli all'antibiotico o del pollo alla candeggina ? Dei pomodori spagnoli o delle mele cilene ? O preferisci le fragole di Caluso, un arrosto di fassone di Borgaro Torinese, una fiorentina toscana ? Da sempre, L'Alveare che dice Sì ! vuole raggiungere un obiettivo più alto: sviluppare la filiera corta per ritrovare il sapore dei propri territori, lottare contro i cambiamenti climatici e ristabilire un legame tra consumatori e produttori.

Che cos'é la filiera corta ? Esistono oggi diverse definizioni negli Stati Uniti, il 100 Mile Diet esige che i prodotti consumati siano stati coltivati a meno di 160 km dal piatto. In Italia la filiera corta è un modello di commercio dei prodotti agricoli esercitato sia in vendita diretta tra produttore e consumatore, sia per vendita indiretta, a condizione che ci sia un unico e solo intermediario.  All'Alveare che dice Sì !, la filiera corta presenta tre aspetti essenziali :

  1. I produttori devono trovarsi a meno di
    250 Km dal luogo di distribuzione
  2. I produttori fissano liberamente i prezzi dei loro prodotti
  3. L'Alveare che dice Sì ! non agisce come un intermediario ma piuttosto come un fornitore di servizi
    (mezzi di comunicazione, fatture, animazione…)

35 Km è la distanza media che i produttori percorrono per consegnare i loro prodotti ad un Alveare
30% degli agricoltori in Italia vendono i loro prodotti in circuiti di filiera corta.
10 a 20 volte di più di petrolio utilizzato per trasportare in aereo un frutto prodotto in un altro continente rispetto ad un frutto locale di stagione.
9115 Km la distanza percorsa dagli ingredienti di uno yogurt industriale prima di arrivare nel nostro frigo.
600 000 é il numero di posti di lavoro che potrebbero essere creati nel settore agricolo grazie alla filiera corta.